Corrado Passera, l'intelligenza emotiva è omettere
Articolo di Filippo Lubrano
È un pubblico essenzialmente di professionisti, quello giunto a Sarzana per il Festival della Mente sacrificando anche il sonno della domenica mattina per ascoltare l’intervento di Corrado Passera, ad di Intesa San Paolo, tra i CEO più stimati del Bel Paese.
A fargli da spalla uno psicologo di razza quale Paolo Legrenzi, che introduce l’interessante argomento dell’incontro – l’intelligenza emotiva – citando ovviamente l’onnipresente Facebook: “Pensate a com’è cambiato il ruolo del calcolatore: da strumento per fare i conti, a dispositivo per gestire relazioni: questo aumento di complessità si è esteso ad ogni campo della nostra vita”.

Passera, completo grigio, voce impostata sulla modalità CdA, entra in scena qui, e subito sgombera il campo da possibili equivoci categorizzando e dando definizioni. L’ex alumno McKinsey suddivide l’intelligenza emotiva in 3 comparti: emotività, socialità e creatività, che insieme alla razionalità compongono il corpo – testa, cuore e pancia - della persona virtuosa. “La molla iniziale è sempre la curiosità, ma certo la sfera razionale è fondamentale”, chiosa, quasi ad avere paura di smentire chi sostenne che il talento è per l’1 per cento ispirazione, e per il restante sudorazione.
Legrenzi riprende la parola per stuzzicarlo un po’, e provare a mettere pepe: “Ci racconti della sua esperienza alle Poste”, lo invita, mentre dal pubblico già si alzano risolini. Ma Passera è uomo navigato, e trasforma la stoccata in assist. “Dal punto di vista professionale, ma anche da quello umano, l’esperienza alle Poste è stata la cosa più dolorosa che mi sia capitata”, sostiene concedendo l’unico spunto d’ironia. “Siamo partiti dalla ricostituzione di una dignità, un’operazione che è passata necessariamente dalla riorganizzazione aziendale”. Una scelta forzata, dato che prima del passaggio del signor Passera, le Poste Italiane non erano nemmeno inserite nelle statistiche a livello europeo, perché avrebbero abbassato di troppo la media del livello di servizio. “Insistetti sul prioritario. Attorno a questo progetto, che ci ha spremuto per 3 anni, abbiamo ricostruito un’azienda. Ci vuole un’idea forte, e poi le 4 intelligenze insieme” dice, provando a tracciare quello che sembra un primo abbozzo di modus operandi, ma che ahinoi rimarrà incompiuto “fissammo una data, il nostro Big Bang, e sapevamo che il giorno dopo tutti i giornali ci sarebbero stati addosso, sperimentando in prima persona il servizio. Tutto andò liscio, e fui io il primo a sgranare gli occhi”.

Ed altrettanto hanno fatto diversi degli astanti quando, dopo









Comments
je suis daccord!!
la vie change chaque seconde ouiiiii:)
parfois faut faire attention
et pourquoi ne pas refaire ca une fois encore
faut surtout respecter ses idees
seulement ceux qui vivent ca peuvent savoir combien c difficile
lavenir est prometteur dans ce domaine
c pas si difficile que ca non?!!