Tale disegno di legge, che ha causato aspre polemiche tra maggioranza ed opposizione, nonché profonde spaccature all’interno dell’opposizione stessa, mira infatti a introdurre importanti novità in materia di testamento biologico.

Oltre a vietare qualsiasi forma di eutanasia, esso rende la dichiarazione anticipata di trattamento dei cittadini (Dat) sostanzialmente inutile, in quanto non più vincolante per il personale medico – diversamente da quanto attualmente in vigore grazie al “consenso informato”, che vincola il medico al rispetto della volontà espressa dal paziente, riconosciuto come unico titolare della decisione. 2872759136_88cee9b73b_o.JPG

Inoltre, l’art. 3 cancella di fatto la possibilità di rifiutare terapie con potenziale carattere di accanimento e vieta la sospensione di alimentazione e idratazione forzate, trasformate, contro l’opinione medica internazionale, da veri e propri trattamenti medici in “forme di sostegno vitale”irrinunciabili.

Fortissime le critiche piovute su questo Ddl: – contrasterebbe infatti con gli articoli 2 e 32, che sanciscono il diritto del cittadino all’autodeterminazione ed al rifiuto delle cure mediche – nonché in palese controtendenza rispetto a quanto affermato nei più moderni ordinamenti giuridici europei.

Ma qual’è la situazione oltralpe? È pressoché immediato notare alcune palesi differenze: in Danimarca si può chiedere di non essere tenuti in vita con il testamento biologico. In Svezia il suicidio assistito non è punibile e l’eutanasia (attiva) è depenalizzata.L’Olanda è stato il primo paese a depenalizzare – nel 2000 – l’eutanasia, se richiesta dal malato ed approvata dal medico, mentre in Belgio essa è disciplinata per legge.In Francia la “morte dolce”’ è illegale, ma il codice distingue tra eutanasia attiva (morire grazie all’aiuto di un’altra persona) e passiva (lasciarsi morire rifiutando le cure).

In Gran Bretagna l’eutanasia è illegale, ma vi sono stati casi in cui la legge l’ha consentita per malati incurabili tenuti in vita artificialmente.In Germania e in Spagna le disposizioni testamentarie normali permettono di fornire indicazioni anche sul proprio diritto a morire, benché la situazione si differenzi da regione a regione.

È difficile, tenuto conto di tali diversità, non sospettare una certa ingerenza delle gerarchie vaticane – che hanno plaudito all’approvazione del Ddl - nella determinazione dei contenuti etici del Disegno Calabrò.

Insomma, mentre negli altri paesi le leggi sono formulate nel pieno rispetto della libertà di coscienza di tutti i cittadini, in Italia l’uso politico dell’etica religiosa sembra riuscire ad imporsi nuovamente, grazie a una maggioranza irreggimentata, e a un’opposizione titubante e perennemente divisa.